lunedì 2 agosto 2010

al concerto dei deep purple

"E per quanto riguarda Tommy Bolin, non sa suonare una merda" (John Bonham)

Lo disse il batterista dei Led Zeppelin, durante un concerto dei Deep Purple a Long Island. In evidente stato di ubriachezza, Bonzo salì sul palco interrompendo il concerto e, impossessatosi di un microfono libero, iniziò ad offendere Bolin, il chitarrista, e a pubblicizzare il nuovo disco degli Zeppelin. Pare. Perché il confine tra realtà e leggenda quando si parla dei grandi miti, è sempre labile.

Alle 17.30 circa lascio lo studio per recarmi in stazione. Sono nervosa ed eccitata, come sempre mi accade prima degli appuntamenti importanti. Saluto velocemente le colleghe. La segretaria mi dice di fare attenzione, chè al concerto ci sarà sicuramente cattiva gente. Mi dice che doveva andarci anche lei, pur non amando il genere, perché un suo amico sarà nel servizio d’ordine e potrebbe farla entrare gratis. L’amico, però, le ha detto che in questi concerti c’è gente strana, ubriachi e drogati che vanno lì solo per fare casino. E allora, lei si è spaventata ed ha desistito. Vado via ripensando alle sue parole. Mi torna in mente un vecchissimo aforisma che girava nei diari e tra i banchi di scuola. Parlava di capelli lunghi, pregiudizi e Cristi in Croce. Qualcosa del tipo: se sei un rocker e ti atteggi da rocker o sei inchiodato a un legno oppure sei un drogato. Arrivo ad Ostuni parecchio in anticipo. Città bellissima ma con una stazione desolata e sperduta nella più sperduta e desolante desolazione. Ci siamo solo io, qualche cane ed altri ragazzi arrivati da chissà dove per assistere al concerto. Conosco Ingrid, una ragazza del Nevada. Mi dice che è in vacanza nel Salento. Il suo vero obiettivo non sono i Deep Purple, ma il gruppo spalla che suonerà per intrattenerci prima dell’inizio del concerto. Mi dice che sono suoi amici e che sono bravissimi. Il tempo di fare due chiacchiere ed ha già trovato chi l’accompagna al Foro Boario. Ingrid è bella, è gentile ed è americana. Ci vuole un niente perché orde di ragazzi in vena di cortesia si offrano per darle un passaggio. Arriva anche mia sorella, è molto più agitata di me. Mi confessa che ha paura che il concerto non risponda alle sue aspettative. Questi ritorni di vecchie cariatidi la lasciano sempre un po’ perplessa. Io mi sento fortunata, non ho aspettative. Non ho vissuto quegli anni e non ho paragoni da fare, se non con i dischi sentiti, lisi e consunti e con qualche videocassetta live vista una decina di anni fa. Continua...

Red Lilith{LN}

Nessun commento:

Posta un commento