lunedì 2 agosto 2010

al tramonto

Discende il sole e scompare, languido, tra i palazzi muti, come una donna vogliosa sotto il bianco pudore delle lenzuola. Poi, il vespro si distende su di me con la morbida tenerezza di un amante, e depone il suo quieto respiro sul mio volto stupito. M’accorgo che la luna m’osserva serena, lasciandomi addosso una voglia impudica di ridere.

Così, i miei occhi restano bizzarramente sbarrati e la voce teneramente serrata in gola.
Forse la vita non è altro che questo: “perenne amare i sensi e non pentirsi”.
Red Lilith{LN}

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