lunedì 2 agosto 2010

campioni al cubo

Caro Josè,


dirlo ora che siamo sulla vetta dell’Olimpo può suonare semplice ed anche un po’ forzato, ma chi mi conosce sa benissimo che questo è ciò che pensavo già prima di sabato: questa Coppa non aggiunge nulla all’impresa straordinaria che Lei ha compiuto con la nostra squadra in questi due anni, ma ne è soltanto il bellissimo corollario.

Quale che fosse stato l’esito della finale, c’è qualcosa che ogni interista ha ben presente ed è ciò che Lei ha espresso dopo la partita di sabato “da questa sera l’inter non sarà più la stessa”. Lei ha ridato gloria ad una squadra che è già gloriosa di suo, e le ha infuso una mentalità vincente che dopo l’epoca gloriosa di Herrera aveva perso. Sa, signor Allenatore, io sono troppo giovane per ricordare di quella Inter e di quelle glorie, ma ho vissuto con orgoglio questa Inter e queste glorie. E per questo le dico grazie.

C’è qualcosa che agli occhi di noi tifosi l’ha resa speciale ed è il suo immergersi con passione nella causa interista. Quando ha dichiarato che il Presidente Moratti meritava di rientrare a Milano con la coppa, Lei ha rappresentato in poche parole la storia dell’Inter dell’ultimo ventennio e tutte le sue tormentose vicissitudini. E questo per noi tifosi, vale molto di più di qualunque vittoria. Il popolo neroazzurro la ama, signor Allenatore e l’avrebbe amata comunque anche se quella coppa non fosse arrivata a Milano. Lei questo lo sapevo, ma ciò nonostante ha voluto darci la gioia di innalzare la coppa nel cielo di Milano, quel cielo che sabato più che mai era tinto di nerazzurro.

Lei ha assunto su di sé un peso bellissimo ma enorme, la responsabilità dei risultati della nostra squadra. Ha tenuto indenni i giocatori e il Presidente e la società tutta ed anche noi tifosi da qualunque peso e da qualunque critica perché quei pesi e quelle critiche se li è caricati sulle sue belle spalle. E se questo, oggi, è il suo più grande onore, ciò non toglie che è stato al tempo stesso la sua partita più difficile.

Checché ne dica il resto dell’Italia, Lei si è dimostrato un grande uomo e le sue lacrime di sabato e il suo lungo abbraccio con il nostro Presidente ne sono la limpida prova. Quelle erano le lacrime e l’abbraccio di tutto il popolo nerazzurro signor Allenatore… e Lei in quel popolo ci è entrato a pieno titolo, qualunque cosa lei decida di fare domani.

Proprio perché il nostro amore e la nostra gratitudine per lei sono incondizionati, mi permetto di chiederLe di continuare a sognare ancora, con noi, e ripetere il miracolo come il grande Herrera ha fatto prima di Lei. Il nostro popolo lo merita e lo merita anche Lei signor Allenatore. Lei merita una tifoseria come la nostra, che sa amare e sa soffrire e sa continuare ad amare nonostante le dolorose separazioni. Come è stato per Herrera e papà Moratti e Prisco e Facchetti e tutti gli interisti che hanno infarcito di meravigliosa passione la storia della Beneamata. Lei è un passionale ed è un uomo con grande cuore e grande carattere. Lei è la sintesi perfetta di tutto il popolo nerazzurro signor Allenatore e la sua annunciata partenza inevitabilmente tinge di nero i cuori di noi tifosi.

Non ci sono colori al mondo che potranno vestirla meglio, signor Allenatore e non ci sono allenatori che potranno indossare meglio i nostri colori. Questo lo sa anche Lei.

Resti con noi caro Josè.

Una tifosa

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