lunedì 2 agosto 2010

Hanna

Sulle strade umide e ventose di Lubecca, il sole sembra scomparire dietro una coltre pallida di nuvole.

Cadono gocce dal cielo “sono gli angeli che piangono”!
Soffia il vento che scompiglia i capelli “è la carezza di dio”!
Hanna è una bambina come tante. Le piace giocare nel cortile lastricato, saltare nelle pozzanghere che riflettono i palazzi, rincorre la sua ombra fino quasi a raggiungerla. Hanno è una bambina un po’ troppo timida, un po’ troppo fragile, cresciuta nel nido sbagliato.
Hanna si emoziona per niente, Hanna si addolora per tutti. Hanna si spaventa ogni volta che la sveglia strepita con il suo suono rauco. A volte le sembra che il suo cuore stia per esplodere di dolore e altre volte di estatica emozione.
Ci sono giorni in cui sente di avere il mondo dentro, altri in cui sente di indossare un cappotto troppo ingombrante. Anche se fa freddo a Lubecca. E piove.
Hanna è una bambina che credeva di essere una bambina e che forse non lo è mai stata.
Hanna ha una famiglia che non riconosce e che non la conosce.
Ama il silenzio. Ma ci sono giorni che rimbombano nelle sue orecchie come tamburi. Ed evocano suoni, respiri, sospiri, echi improvvise.
Hanna non ama il denaro, e per questo non agisce mai contro chi è in debito con lei.
Pensa però che arriverà il giorno in cui dovrà riscuotere i suoi crediti. E fare i conti con il proprio dolore.
Red Lilith{LN}

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