lunedì 2 agosto 2010

Inter - Barcellona

Personaggi:


il Gufo (che non gufa)

la Biscia Rossa (Io)

la Biscia Nera (Hydra)

il Lupo (amico della Biscia Nera) che non lupa (ma gufa)

Chi è tifoso lo sa: il calcio è per metà superstizione e per metà scaramanzia. E le partite importanti sono accompagnate da rituali antichissimi. Ad esempio, una volta l’inter ha segnato mentre saltellavo su una gamba? Da quel momento in poi, io, tifosa interista, seguirò tutte le partite saltellando su una gamba. Sai, com’è, a queste cose non ci credo, ma non si sa mai.

In verità, ieri l’elemento di novità c’era: la diretta telefonica con la Biscia Nera. Interista anche lei fino al midollo. Ma qualche reminescenza di matematica mi ha ricordato che + per + fa +. Ergo, due interiste insieme is megl che uan.

Che poi, si sa, per essere interisti bisogna avere grande fegato e cuore forte. Ogni interista ha nell’album dei ricordi un 5 maggio che provoca le convulsioni solo a nominarlo. Insomma, o tifi per passione o tifi per la juventus.

Inizia la partita. Il Gufo propone un brindisi beneaugurante. Brindo a denti stretti. Si sa che i brindisi anticipati portano sfiga. Ma tant’è, brindo. Meglio non farlo incazzare il Gufo. Hai visto mai che inizi a gufare per davvero.

L’inter attacca da subito, e sfiora la porta.

- “Ca…spita”, esclamo. “Vedrai però che adesso l’inter inizia a guadagnare fiducia, vedrai che adesso il Barcellona subisce il contraccolpo, vedrai che…” Gelo. Goal del Barcellona.

- “Dicevi a proposito della pressione psicologica”? esclama il Gufo ironicamente.

Ancora silenzio. Ho fatto male i conti.

La partita continua, l’inter attacca, è reattiva, solida. I giocatori sputano in campo pezzi di milza e di polmone e forse qualche dente. Ce la mettono tutta. Almeno quello. Arriva il pareggio. Esulto e a momenti non sfascio il cellulare.

- “Sta calma, è solo un pareggio” esclama il Gufo.

- “Si, ma se stai perdendo e vuoi vincere, dal pareggio ci devi passare per forza”. Ripenso orgogliosa a ciò che ho appena detto. Il mio discorso è ineccepibile.

Arriva il secondo goal. La Biscia Nera mi chiama: “Visto? Visto che squadra? Qui c’è il mio amico Lupo che sta gufando contro l’inter. E’ pieno di romanisti qui”!

- “Romanisti”? Esclamo io perplessa? “Non pensavo che in Padania esistessero romanisti”. La cosa mi perplime un po’. Gente strana i padani. Almeno quanto i romanisti.

L’inter segna il terzo goal. La gioia è incontenibile. Propongo alla Biscia Nera di adottare il Lupo come mascotte dell’Inter. Che sai, a certe cose scaramantiche non ci credo. Ma non si sa mai.

Triplice fischio. È finita. Il resto (un goal in fuori gioco, un rigore non dato) sono argomenti per juventini e romanisti che si stanno rosicando il fegato e che finiranno il campionato con zero tituli.

Resta nella mente un’Inter degna dei tempi d’oro di Trapattoni. E tanto mi basta.

Ci si rivede la prossima settimana. Con gli stessi personaggi: Gufo, Biscia Rossa, Biscia Nera e Lupo Mascotte. Si sa, squadra che vince non si cambia.

Red Lilith{LN}

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