lunedì 2 agosto 2010

Lettera

Mio amato, mio Maestro,

giunge per tutti il momento del distacco. Distacco dalla vita, dal proprio corpo, da questa terra. E quel momento, per me è arrivato.
Devo ringraziare gli dei, la vita, Te, per aver potuto godere di tanta bellezza per così tanto tempo. E se adesso sono un fiore avvizzito dagli anni, vuol dire che tanto ho vissuto. E questo è un bene.
C’è stato un tempo, in gioventù, in cui ho temuto il sopraggiungere della vecchiaia, ho temuto ancor di più l’ora del trapasso. Tuttavia, giungo a questo ultimo appuntamento con la vita in assoluta serenità. Sii sereno per me, dunque.
Dicono che tutto ciò che abbiamo ci sia stato concesso in prestito, al momento della nascita. E se così è, ciò vuol dire che nulla ci appartiene veramente: non il nostro corpo, non la nostra vita, non la terra che ogni giorno calpestiamo. Nulla se non, forse, i nostri sentimenti e le nostre emozioni, che nascono non con noi, ma da noi. Se tutto questo è vero, allora, il giorno di tanti anni fa in cui posi nelle Tue mani la mia vita, Ti affidai qualcosa che non mi apparteneva veramente, né mai mi era appartenuto. Il mio amore, solo quello mi apparteneva, perchè nato da me e per Te. E Te l’ho donato. Totalmente.
Tu lo sai quanto mi costi lasciare Te, questa vita che tanto di buono mi ha donato. Mi costa fatica pensare che questo corpo non sarà più il ponte tra quello che vibra e pulsa nel mio cuore e nelle mie viscere e Te, che sei il Tutto. So però che il posto in cui andrò non è troppo lontano da Te, perché quanto di più autentico c’è nella mia vita è con Te, nel Tuo cuore, nel Tuo sangue, nei Tuoi ricordi. E lì resterà, finchè Tu resterai.
Nel giorno del distacco, mio amato e Maestro, vorrei ringraziarti per tutto ciò che è giunto dalle tue mani. Per il dolore e per la gioia, per il conforto nei giorni della malattia, per il coraggio e la forza che hai trasfuso nella mia anima pavida, per la bellezza che hai colto dalla massa informe di creta che fui, per la donna che sono diventata poi, per la felicità che abbiamo costruito e preservato negli anni, per la condivisione costante di ogni atomo di vita. Ti ringrazio per quanto mi hai insegnato, per l'educazione di vita che hai voluto impartirmi. Spero di aver onorato i Tuoi insegnamenti diventando una buona discepola. Ti ringrazio per il Tuo impegno costante, per avermi presa per mano e aver voluto percorrere con me un cammino lungo e bellissimo: il viaggio estremo dentro noi stessi, in totale e costante condivisione e senza limite alcuno. Ti ringrazio per avermi liberata dalle mie catene di morte, dalle mie paure di vita, per avermi spinta sempre più oltre, fino al limite estremo, verso la libertà interiore. E in quella estrema libertà, mio amato e Maestro, ho trovato l'estremo coraggio di amare senza condizione Te, che sei il Tutto, al di fuori del quale non esiste senso. Ti ringrazio per aver accettato, custodito e alimentato per tutta una vita, la Nostra, il mio dono più grande: il mio amore.
Io non so se anche Tu m’hai amata oppure no. Ad ogni modo, mi sono sentita amata, da Te, tutti i giorni della mia vita. Immensamente.
Red Lilith{LN}

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