lunedì 2 agosto 2010

notti nichiliste

Le notti nichiliste sono uguali un po’ ovunque, in tutte le città, in tutti i bar, in tutti i film in cui i Bukowski fanno la loro apparizione, sugli sgabelli duri dei locali. Ci vuole fisico per essere un Bukowski. Ore ed ore trascorse su un trespolo, gomiti poggiati sul bancone, a fumare Marlboro (quando si può) a bere Bourbun, che pian piano riscalda le viscere, annebbia la mente, allontana le voci, ovatta i sensi, rende le persone simili a manichini: tutte uguali, mentre la tristezza avanza sulla scacchiera della malinconia, in cui non hai mosse a sufficienza per vincere sull’avversario.

Non si dialoga. Si sputano sentenze, si sputa sul passato, si sputa sul futuro, si rigurgitano amori scaduti e andati a male.
Ai compagni di trespolo, a turno, tra un Bourbon e una bestemmia, tocca ascoltare, di vite senza senso, senza certezze, senza successi. Vale la pena viverle certe notti, far tesoro di certi racconti disperati. Così tanto disperati da straziare il cuore. Ad averne ancora.
Red Lilith{LN}

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