lunedì 2 agosto 2010

a proposito di mondiali

Non nego che aspettavo la partita di ieri con la stessa agitazione di un bambino nel giorno della sua prima comunione. C’è la festa, la musica, la gente, i mosquitoes, e si mangia. Mancano i regali ma per quelli ci aspettiamo il miracolo dalla squadra. Si perché di miracolo si tratta quest’anno.

Lo ammetto, non condivido le scelte dell’allenatore a partire dalle convocazione. Ma dico, come si fa a lasciare a casa Cassano e Balotelli? È come avere in garage due Ferrari e andare in giro con la Duna. Scelte incomprensibili. E allora le cose sono due: o io non capisco una cippa di calcio (e di macchine) o Lippi è un genio incompreso. La prima è ancora possibile, sulla seconda non ci conto.
Shhh, si canta l’inno. Un tempo i giocatori lo balbettavano appena, strascicavano qualche sillaba tipo “alia” … “esta” … “oria”. Questa volta, però, pare che i ragazzi abbiano studiato a casa. Ma c’è un punto della canzone in cui sbagliano tutti ed io li aspetto lì, in quel punto cruciale, come una maestra sadica aspetta l’errore dei suoi alunni distratti. E l’errore arriva: “stringiamoci a corte”. E no! E’ stringiam-ci a coorte. Archivio l’episodio con una certa soddisfazione e continuo a mangiare il mio panino.
La telecamera fa una carrellata dei giocatori e noto con disappunto che la metà dei suoi componenti mi è assolutamente sconosciuta.
Inizia la partita. Si sonnecchia, si tentenna. Qualcuno accenna una corsa, ma non succede niente. Nel momento di noia, il mio interesse calcistico si affloscia ed emerge la parrucchiera che abita nel sottoscale della mia coscienza.
Inizio a prendere appunti estetici:
Appunto estetico n. 1: la divisa di Buffon è veramente brutta. Con quella calzamaglia nera conficcata nei calzettoni bianchi mi ricorda certe rigide notti di inverno, con pigiamone inserito nelle calze.
Appunto estetico n. 2: la barba a De Rossi dona.
Appunto estetico n. 3: questo Pepe qui merita la mia attenzione.
Qualcuno mi suggerisce di buttare un occhio sulle prestazioni atletiche di un tale “Santa Croce”, giocatore del Paraguay. Ammetto che il ragazzo merita un appunto nel mio taccuino. Segnato. Appunto estetico n. 4.
Fra tante riflessioni e passeggiate nel campo c’è anche il tempo per segnare due goal, uno per parte.
Per il momento Lippi non si è rivelato un genio, io ho sonnecchiato per metà secondo tempo, ma la gente fuori e i giornalisti dentro sembrano contenti. E penso che uno tra me e loro è dell’umore sbagliato.
Red Lilith {LN}

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