giovedì 26 agosto 2010

Riportando tutto a casa

Quella notte, quella notte a casa, quella notte nella sua vecchia casa, Hanna si svegliò sognando i mille cieli d’Irlanda.

Quella notte, e la notte dopo, e per tante notti ancora, Hanna sognò quei mille cieli, le nuvole gonfie che l’avevano avvolta durante il viaggio, l’odore del vento dell’ovest, forte di oceano, acre di terra, prepotente come i suoi ricordi, gentile come i fianchi scuri delle torbiere, pungente come la pioggia che pizzica la pelle in una fredda mattina di agosto, amaro come un sorso di birra scura nella notte dell’addio, allegro come un vecchio ubriaco che intona Molly Malone.

Quella notte Hanna si svegliò con gli occhi sconsolati e il cuore stretto in un nodo. E ripensò alle 50 sfumature di verde delle brughiere e all’odore di vita dei pub affollati di Temple Bar, alle pietre nere dei campanili, alle tinte vivaci delle case dei pescatori, all’esplosione di colori del Connemara, alle lacrime che aveva lasciato sulle scogliere di Moher.

Quella notte, e nelle notti che seguirono, Hanna continuò a svegliarsi, all'improvviso, lontana da quei cieli e dai quei colori. Ma le bastava chiudere gli occhi un attimo per sentire che l’Irlanda non era troppo lontana dal suo cuore.
Red Lilith{LN}

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