lunedì 2 agosto 2010

TangoFlamenco

Iniziò così, con un flamenco.

L’atmosfera era calda, quasi torrida.
la ballerina andalusa avanzò nella stanza fumosa. Aveva fierezza negli occhi e alterità nei lineamenti del volto.
C’era un uomo al centro della sala. Affrontava lo spazio in modo arrogante, quasi molesto.
Ebbe inizio, quella sera, l’antica lotta del maschio e della femmina, inevitabile, come una tempesta quando si scontrano l’aria fredda del nord e il vento umido del sud.
Iniziò così una sfida di passi, scandita dal ritmo incalzante del cuore, accompagnata dal calore del fuoco,
guidata dal richiamo selvaggio del sangue, mossa dall’energia delle terra che affiorava ad ogni movimento di gamba.
Una lotta, antica, che terminò con una conquista sudata, con una volontà piegata.
La poesia del corpo d’un tratto cambiò: il ritmo si fece più lento, gli occhi della ballerina andalusa meno selvatici, le movenze meno violente, più sensuali. L’uomo le sfiorò l’anima con l’anima, le cinse la vita con una presa certa. Lei lo seguì. Senza batter ciglia lo seguì.
E fu un tango scivoloso e suadente come seta, che seguitò molte notti e molti giorni, fondendo i due solisti in un corpo solo.
Una notte, d'improvviso, il ritmo cambiò. I due ballerini si sfidarono ancora, al centro della stanza. Fu un esplosione di flamenco che portò con sé nuova lotta, nuova energia, nuovo sudore. Ancora una volta, l'antica lotta. In una spirale senza tregua.
Red Lilith{LN}

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