martedì 3 agosto 2010

Un gatto con la coda strada

C’era una volta e forse c’è ancora, in un bosco ai piedi del Grande Monte, un gatto nero con la coda strana. Qualcuno giura che fosse uno scoiattolo. Dipende da come vedi il mondo e dal nome che vuoi dare alle cose.
C’era una donna poco più in là del ruscello, con gli occhi avviliti dal peso di anni che scorrevano lasciando segni e nessun senso. “C’era una volta” diceva, “e ci sarà ancora”.
La gente si racconta fiabe bellissime quando la realtà la affligge. E molto spesso le racconta guardandosi allo specchio quando non ha nessuno da mettere a letto.
C’era un treno oltre la collina. Non era una carrozza di prima classe, ma bisognava prenderlo al volo, ché le occasioni non viaggiano sempre su treni di lusso e passano ogni quarto di storia.
C’era una donna che si raccontava fiabe e un gatto nero con la coda strana. E c’era un treno di seconda classe che passava per i binari dell’Altrove.
A volte le occasioni viaggiano su treni persi, su binari sconnessi, su carrozze fatiscenti. Non lo diresti che sono occasioni, ma lo sono. E se resti in attesa di carrozze di prima classe, rischi di restare nel bosco, chissà per quanto ancora, con gli occhi avviliti dal tempo e con in testa una favola che dice… “c’era una volta… e ci sarà ancora”.

Red Lilith{LN}

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