lunedì 6 settembre 2010

troppo sangue

Troppo sangue, dico, troppe ossa.Da saliva a saliva,
troppa grazia.
Dalla Tua bocca alle mie gambe,
ogni nostro atto ha il sapore di un incesto.
Siamo fatti della medesima carne.
Red Lilith{LN}

allo specchio

Lavoro come una clarissa tutto il giorno e di notte somiglio a una lupa irrequieta che ulula alla luna. Rispondo alla dottrina con l’eresia. Osservo le mie esuberanze con l’occhio complice di una compagna di baldoria. La pietra per la lapidazione è pronta, ma nessuno osa coglierla. Forse è scoppiata una bomba nel cassetto del Super-Io. Anzi, è così certamente.
Red Lilith{LN}

api operose

Good morning Vietnam.
Il rientro a lavoro è come un isolamento forzato in trincea. Non si tratta di barricate o di fosse scavate nella terra, ma di palazzi che si affacciano su altri palazzi e sui loro calcinacci. Alveari che non odorano, celle che non producono neppure miele. La mia, si trova nella stanza centrale, di un appartamento centrale, di una palazzina signorile situata nel centro della città.
E nei corridoi di quelle celle, le giornate diventano sentieri costellati di trabocchetti, mine pronte a far sentire il loro fragore. Esplosioni che sminuzzano l'integrità umana in mille pezzi. Si procede in una guerra che dura tutto un inverno per poco più di una razione di cibo e un po' di aria condizionata in estate.
La mia lingua è un vocabolario pregno di verbi da coniugare. Le pupille osservano l’umanità e i suoi cambiamenti. Contemplare il centro del proprio ombelico è guardare un decimo della realtà visibile
Red Lilith{LN}

la coscienza di giuda

Il prezzo del tradimento, i trenta denari.
Eppure, non hai la forza di tenerli in mano. E li lasci andare via,

chè quando la coscienza non è tranquilla,
anche il denaro diventa un tormento. Povero Giuda. Una croce e un albero per un impiccato.
Red Lilith{LN}

appunti sparsi

Omini e donnine intelligenti,


anime sofferenti,

pervicaci,

diabolicamente refrattarie.

Resistenza al dolore,

il martirio,

cristianità sessuale:

una vulva, un membro,

seghe mentali di contorno.

Parigi di sera,

lo sporco, quindi l'erotico.

Capacità di analisi,

ragionamento,

sacerdozio dell'ideologia

l'illusione

il mercimonio

- abbia inizio la lapidazione -.

La mia ambizione,

spiare il mondo dall’alto

la nausea, il rigetto,

il mio sogno di rivoluzione

uno sfintere

il contingente. Red Lilith{LN}

quelli che non reggo più

Certa umanità non la reggo più. I negozianti che alzano i prezzi nel periodo dei saldi, gli impiegati pubblici che ti fanno sentire in colpa quando fanno il loro dovere, quelli che fanno i furbi e non rispettano le code, quelli che quando tutto va bene devono trovare un motivo verosimile per cui stare male, quelli che per dare senso al proprio tempo hanno bisogno di litigare con chiunque altro, quelli che se non stanno male stanno male e quando stanno male svegliano tutto il vicinato, quelli che hanno L’Unità sotto il braccio ma la parola “sociale” l’hanno dimenticata nel Moncler - nel taschino con la Montblanc -, quelli che credono che il TG4 sia un telegiornale, e che il TG5 faccia informazione imparziale, e che la RAI sia una TV di Stato, quelli che quando vanno all’estero mi fanno vergognare di essere italiana, quelli che si mettono in fila anche quando volano con Alitalia, quelli che quando si trasferiscono al Nord iniziano ad inserire gli articoli davanti ai nomi propri di persona, quelli che ridono alle battute di Berlusconi, quelli che non hanno pianto neppure una volta pensando alla monnezza che ricopre il nostro Paese, quelli che fingono di lamentarsi dei propri difetti per costringerti a dire che sono dei pregi, quelli che fanno le domande e non ascoltano le risposte, quelli che giudicano le miserie degli altri per dimenticare le proprie, quelli che sono i primi a borbottare e gli ultimi ad attivarsi per cambiare le cose, quelli per i quali i rapporti umani si misurano sul bisogno, quelli che sono baci e TVB dopo pochi secondi: oggi fedeli a te, domani a un altro, quelli che riciclano lo stesso SMS a tutti i numeri presenti nella rubrica telefonica, quelli per cui tanto più hai tanto più vali, quelli che su Facebook fanno le faccette idiote, quelli che si disperano perché la colf ha chiesto un giorno di permesso o perché Hermes ha i prezzi troppo alti, i mafiosi, i faccendieri, gli intolleranti, i fanatici, i latinisti, gli stacanovisti, i perbenisti, i moralisti, gli anticonformisti, gli avanguardisti, quelli che adesso non ricordo, ma prima o poi inserirò nell'elenco.
Avrei giustappunto un posto libero in cui farvi andare.
Red Lilith{LN}

appunti

Nella borsa la guida dell'Irlanda,

ci metto anche il K way, che fuori c’è il sole ma il Vento potrebbe soffiare forte. Sdraiata al sole, la testa nel vuoto, sul margine estremo della scogliera di Moher, prendo appunti sul retro della cartina, per non rischiare di dimenticare la sensazione indicibile di questo 11 agosto 2010, questo sentirmi bellissima, libera e leggera, di una bellezza silenziosa, di una leggerezza che può conoscere soltanto chi ha indossato per anni un macigno ed è riuscito con fatica a gettarlo via.
Lacrime-sudore-solitudine. Io lo so quanto costa un sorriso. Ed è per questo che non mi permetto più di sprecarlo in pensieri viziosi, nè di barattarlo con lacrime avvelenate.
Red Lilith{LN}

un pomeriggio d'estate

Sento nascere, placido, quasi per scherzo, un pianto antico, una nostalgia imbevuta di rabbia giovane. Giro per le strade di questa città arroventata dal sole, sull’asfalto che suda calura, tra i palazzi che respirano affanno, lasciando nell’aria un caldo umido, una poltiglia, che d’ossigeno non ha più nulla. Cammino, quindi, nel vuoto che occupa i vicoli spogli d’ombra di questa città stanca, cotta dal sole, un poco. E lì, in fondo alla strada, il muso sporco di un cane randagio, assonnato, certa allusione ad una certa umanità. So che per te “speranza è non volerne, speranza”* e che l’oblio cui aspiri è nella fissità di una morte anticipata: null’altro ti serve per i giorni che verranno se non una cuccia appena ombreggiata, un osso di pezza, un padrone che ti bastoni e ti nutra con i suoi avanzi. Poca cosa – ammettilo – restare lì senza attesa, se non del nulla e di qualche pasto, ogni tanto. Ma non c’è scampo, lo so. La solitudine divora con fame feroce ogni energia vitale e si nasconde nelle celle di una città arsa dal sole, tra cartelloni colorati della pubblicità (guarda: borse, collane, bocche sorridenti, perfezione), nel latrato di un vecchio cane che non impietosisce più nessuno, nella mano arida di un ancor più vecchio padrone ozioso … nei suoi avanzi.

Red Lilith{LN}

quasi morta

Se ti dicessi che mi manchi da spezzare il fiato, ne rideresti dicendo “respiri ancora”.
Eppure, concentrandomi sui movimenti del mio corpo, posso sentire quella frazione di tempo infinitamente breve in cui il respiro s'arresta, e il cuore interrompe il suo battito e la vita sembra fermarsi. Ecco, è in quella pausa brevissima, in quell’intervallo di tempo tra due respiri e tra due battiti, in quell’attimo in cui la vita tace… è lì che risiede la tua mancanza. E in quel silenzio greve, appena percepibile alla mente, io giaccio, ghiacciata, quasi morta.

Red Lilith{LN}