lunedì 6 settembre 2010

api operose

Good morning Vietnam.
Il rientro a lavoro è come un isolamento forzato in trincea. Non si tratta di barricate o di fosse scavate nella terra, ma di palazzi che si affacciano su altri palazzi e sui loro calcinacci. Alveari che non odorano, celle che non producono neppure miele. La mia, si trova nella stanza centrale, di un appartamento centrale, di una palazzina signorile situata nel centro della città.
E nei corridoi di quelle celle, le giornate diventano sentieri costellati di trabocchetti, mine pronte a far sentire il loro fragore. Esplosioni che sminuzzano l'integrità umana in mille pezzi. Si procede in una guerra che dura tutto un inverno per poco più di una razione di cibo e un po' di aria condizionata in estate.
La mia lingua è un vocabolario pregno di verbi da coniugare. Le pupille osservano l’umanità e i suoi cambiamenti. Contemplare il centro del proprio ombelico è guardare un decimo della realtà visibile
Red Lilith{LN}

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