giovedì 5 maggio 2011

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C’è una luna bianca come una vergine, piena come una donna gravida, che smuove il mio respiro sopito e m’inonda i fianchi con desideri nuovi.

Sono carta velina e mi acceco di candore.
Il mio volto desidera smarrirsi tra le cime innevate che qui non vedo, smarrirsi tra le immagine di un inverno dipinto all’acquerello.
L’anelito della tua terra affonda il mio volto nella neve che riveste il tuo giardino, cogliendo con i denti il seme che il terriccio ricopre.
La luna candida e gravida risveglia il mio corpo dal suo sonno letargico. E placido. Come la neve che scende sui tuoi occhi. E che stasera posso solo ricordare.
Red Lilith{LN}

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