giovedì 5 maggio 2011

C’est ça.

Mi sono accorta che casetta è un totale casino e che avrei bisogno di una settimana per ridarle un'aria appena vivibile. E’ che quando torno a casa, la sera, la trovo desolantemente vuota. E allora, arruffo il letto, dissemino vestiti sul pavimento… giusto per creare un po’ di folklore.

E poi c’è il mio amico Carlo, che oggi compie gli anni e si è pentito di aver chiesto ad Alessia, la morosa, di andare a vivere con lui. E' successo che Carlo, che prima viveva in una stanza in affitto, ed Alessia, che abitava con i suoi vecchi, cercavano entrambi una nuova sistemazione. Ed è arrivata l’occasione buona: un grande appartamento in pieno centro, che se ti affacci dalla cucina vedi il mare e se ti sporgi dalla finestra della camera da letto ti trovi di testa nel teatro grande. E allora, perché no?, si è detto Carlo. Tanto vale chiedere ad Alessia di andare a vivere insieme e dividere le spese. Chè c’è la crisi e gli affitti sono alti e two is better that one. Vabbè, non fa una piega. Solo, però, che con-vivere con la morosa non è come con-dividere l’appartamento con il collega: e gli umori, e gli ormoni, e le pretese, e le incomprensioni. E poi la differenza è nelle parole: nel primo caso unisci le vite, nel secondo dividi tetto e costi.
Carlo dice che era meglio al tempo dei suoi nonni, quando uomo e donna avevano compiti precisi, quando era l’uomo che guadagnava la pagnotta mentre la donna affermava, orgogliosa, che suo marito non sa neppure dove sono riposte le forchette. Gli ho detto che lui è un po’come suo nonno, ma che Alessia è una donna moderna ed emancipata. Carlo, mi ha guardata un po’ perplesso e mi ha detto, sorridendo, che la sua donna ideale, effettivamente, è la sua nonna.
Carlo ormai si è convinto che uomo e donna non sono fatti per stare sotto lo stesso tetto. Non so se abbia ragione oppure no. Però stasera guarderò la mia casetta vuota e scompigliata e la coccolerò un po’. C’est ça.
Red Lilith{LN}

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