giovedì 5 maggio 2011

Di terra e di raccolti

Così è iniziata la lunga veglia. Contesa, tra i morsi della paura e quelli del desiderio. Notte insonne, con gli occhi comunque, perennemente chiusi, come se il buio potesse nascondere gli affanni, e le paure, e la (di)stanza che rimbomba di vuoto. Sento il filo delle emozioni che si dipanano e si fanno presente. Quattro giorni tra cime di montagne forse innevate. Insieme a te, sotto un albero di mele pronte alla raccolta. Mi vedo già, arrampicata sui rami alti, a cogliere i frutti più belli e più maturi, mettendo in gioco la stabilità che deriva dal restare ancorati alla -propria- terra. Sorrido, per quanto la paura di cadere non mi abbandoni. Chissà com'è, le cose più belle e le più buone, crescono lontare dalla portata dell’uomo. Spesso.

Red Lilith{LN}

Nessun commento:

Posta un commento