martedì 24 maggio 2011

Quando la sera torno a casa dopo il lavoro, giro la chiave nella toppa e dico “buonasera”. Lo dico a voce alta e scandendo bene le lettere, anche se il bilocale è vuoto. Saluto la casa, in verità, ed è necessario che la casa mi senta chiaramente. In un certo senso, mi rassicura l'idea che il tetto che mi protegge abbia una specie di identità, un abbozzo di anima a cui rendere il saluto.
Quando la sera torno a casa dopo il lavoro, apro il frigorifero che è quasi completamente vuoto, prendo la bottiglia di succo di pompelmo, ma ce n’è solo un dito. Lo yogurt è scaduto da oltre due settimane, le fragole sembrano ricoperte da una strana patina verde. Ci sono tre patate nel cesto delle verdure, ma sono aggrinzite e con le radici. Magari, se fossi uscita un po’ prima dall’ufficio, avrei potuto fare un po’ di spesa. Mi chiedo se non sia rimasta intrappolata anch'io nella ragnatela del consumismo. Magari, sono come quel tipo che tutte le sere mangia il panino del Mcdonald seduto sulla panchina della stazione. Forse anche lui ha un frigorifero vuoto, in una casa vuota ed è uscito tardi dall’ufficio.
Accendo la TV, ma Mentana ha smesso di parlare già da un pezzo. Anche il tubo catodico quando torno a casa la sera è vuoto. O se non è vuoto, è pieno di politici che dicono cazzate. Che poi, in termini qualitativi, è lo stesso.
I Ferrero Rocher che mi ha regalato mio padre per il compleanno li ho messi In bella mostra sul tavolino dell’Ikea, ma sono quasi sciolti. Chissà perché conservo più di quanto consumo. Questa idea di accumulare cadaveri un po’ mi inquieta. Apro il secchio della spazzatura e ci butto dentro le fragole ammuffite, le patate con le radici e i cioccolatini sciolti. Nella secchio della plastica ci butto la bottiglia di succo di pompelmo e il vasetto vuoto dello yogurt. Vorrei buttarci dentro anche la TV con la Santanchè che urla l’ennesima stronzata. Tanto è di plastica anche lei. Ma quella non ci sta dentro il secchio della spazzatura e comunque di certi relitti non ci si libera come di un rifiuto qualunque. Sarebbe bello, però, se si potesse buttare i politici marci insieme alle fragole con la muffa. E non farei neppure la differenziata.

Red Lilith{LN}

6 commenti:

  1. "Magari, sono come quel tipo che tutte le sere mangia il panino del Mcdonald seduto sulla panchina della stazione". E tu sei la donna che lui sta sognando.

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  2. Innanzitutto benvenuta a bordo :)
    Secondariamente politici e Santachè andrebbero nei rifiuti tossici e pericolosi.
    Non so dove vivi tu ma dalle mie parti non ci hanno ancora fornito di contenitori adeguati;peccato!
    Mi hai fatto venire in mente una delizios filastrocca che posterò domattina,se passi da me la potrai leggere.
    Un Bacio,
    Alex

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  3. Sembra una storia di scatole cinesi.
    Se ti conoscessi verrei a portarti una torta di mele.
    Fatta da me, naturalmente!

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  4. Un Uomo: o forse quel tipo del McDonald ha troppi pensieri per la testa per avere il tempo di sognare.

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  5. Ciao Alessandro, vengo a leggere la tua filastrocca. Grazie del benvenuto. Un saluto. A.

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  6. mia_euridice: la mia preferita. Sarebbe bello risentire il profumo di un dolce appena fatto. Grazie per il pensiero.

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