mercoledì 11 maggio 2011

Questa mattina, allo specchio, ho visto un profilo che mi era estraneo. Era duro, come certe terre brulle del sud, scarno come certe case di calce arse dal sole e ricoperte d’edera. Molto simile al profilo di mia madre che ricordo di aver visto in una vecchia foto in bianco e nero. Qualcuno ha detto che il primo sintomo della vecchia è che si comincia ad assomigliare alla propria madre. Soltanto pochi giorni fa, mia madre mi aveva confessato di sentire il suo tempo ormai alla fine. Mi aveva pregato, come si fa per chiedere grazia, di sposarmi presto, con un giovane serio e farci un paio di figli. Le avevo risposto con indifferenza di essere ancora troppo giovane per pensarci seriamente. Davanti allo specchio, rifletto su questa idea flessibile del tempo. Se mia madre mi facesse oggi quella stessa domanda, le direi che oramai, per me, non è più tempo, che da troppo giovane che ero sono diventata, ormai, troppo vecchia.
Red Lilith{LN}

10 commenti:

  1. uuuh io tutta mio padre ;D

    un saluto

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  2. La nostra immagine è qualcosa che apprtiene agli specchi. Non a noi.

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  3. Curiosamente coincide con un post che ho appena scritto :)

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  4. Noir, a volte credo di aver preso il peggio di entrambi loro. un saluto.

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  5. Occhio, forse è la disabitudine a fare progetti che mi fa venir meno il giusto "mezzo"

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  6. Ti ringrazio per seguirmi, amo il tuo modo di scrivere che esprime rosei pensieri e sprigiona spruzzi d'aria fresca sulle pagine virtuali e romanzate del tuo blog. <3 Spero, un giorno, di divenir brava quasi quanto te. <3

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  7. Alessandro ho letto la piacevole corrispondenza. Riflessioni inevitabili.

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