giovedì 5 maggio 2011

Rara como encendida

Assisto impotente alla tua ennesima fuga. Niente di diverso dalle tante altre partenze, le mie anche. Ma questa volta, sento che con te vola via anche ciò che resta di questa domenica di novembre e dei suoi odori.

Seduta sul mio tappeto caldo, eccessivo, colorato, sfoglio, una dopo l’altra, con fame bulimica, le pagine di un libro triste. E' in sintonia con questo cuore. Resto quieta, quasi impietrita, avvolta dal tepore della lana, che è un surrogato della tua carne calda. Provo a trattenere l’armonia che mi trasmette l’esserti accanto. Ma si allontana ad ogni battito, come un aereo in volo, o una voce che si sfoca, o un’armonia in procinto di trasformarsi in nostalgia. Cala la sera. E mentre il sole scompare dietro un orizzonte cupo di tetti, penso che non sia più tempo di chiedermi dove sia la mia casa. Un rombo d’aereo interrompe il silenzio che mi rimbomba in testa. Ora, non è più domenica per me. O quasi più.
Red Lilith{LN}

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