giovedì 5 maggio 2011

Sorridendo al Perini

Oggi l’aria è tiepida, ti solletica il naso con i suoi pollini. Bari, in primavera, riflette una luce morbida. Sembra bella. Sembra più bella di quanto, forse, non sia davvero. Il Perini è pieno come sempre, ma il panino alle verdure mi fa troppa gola per tornare indietro. Ci sediamo ai tavolini esterni e magari riesco anche a respirare un po’ di brezza di mare. Quella che sa di sale, si, ma anche di alghe essiccate al sole e di pesce appena pescato. Alice mi parla, quieta, come un’onda che si allunga sulla battigia e penso che nessuno ha la capacità che ha lei di trasmettere pace. Martina ride e risponde a gran voce, sguaiata e sincera come sempre. Ascolto, parlo, mangio e non sempre in questo stesso ordine. Sarà il sole. Sarà l’aria di mare. Sarà che il panino è buono come lo ricordavo. Ma credo di avere un sorriso a metà tra Monnalisa ed un indiano che ha appena fumato il suo peyote. Dopo qualche secondo di riflessione e silenzio Alice mi dice: “Sei solare, Monia, sei serena. Penso che Armando ti stia facendo un gran bene”. Non ti ho risposto, Alice, ho abbassato un po’ lo sguardo ed ho sorriso. Però avrei voluto dirle: “Sarà vero, Alice, se lo vedi. O forse sarà la luce morbida di questa primavera che rende le cose ancora più radiose".

Mangio il mio panino alle verdure. E intanto penso che sarebbe bello se qualcuno, guardando gli occhi di Armando, riuscisse a vedere la mia stessa luce.
Red Lilith{LN}

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