giovedì 5 maggio 2011

Voglio scrivere, quindi leggo.

Mio nipote ha letto qualche pagina del mio vecchio blog. Dice che ho una buona penna, che dovrei pensare di scrivere un libro e che con un po' di fortuna e molto allenamento, un giorno, potrei anche diventare una scrittrice di successo. Beh, di sicuro mio nipote o legge poco o è fuori di testa. Mi sono scompisciata dalle risate e gli ho detto che per scrivere storie mi manca l’attitudine e che comunque non ho di queste velleità.
L’altro giorno, però, lusingata da quelle parole, ho aperto una pagina di word con l'intenzione di scrivere il mio primo racconto. Sono rimasta così, rigida come uno stoccafisso, con una tazza di caffè nella mano sinistra ed un pasticciotto ai pinoli nella mano destra. Dopo qualche minuto ho avuto l’illuminazione. Ho indossato un paio di jeans vecchi e sono andata nella libreria sotto casa, quella di fronte al negozio di abbigliamento vintage. Un negozietto un po’ malmesso, con gli scaffali pieni di polvere e mangiati dai tarli. Un posto frequentato dai professori universitari in cerca di edizioni introvabili. Ho fatto un giro tra i corridoi strettissimi, ed ho iniziato a prendere certi libri che ho sempre voluto leggere ma, che per pigrizia non ho mai comprato. Dopo circa 45 minuti, mi sono avvicinata alla cassa con una pila di volumi così lunga che mi copriva gli occhi. Ho posato la pila sul bancone e l’ho passata alla persona che era alla cassa, una donna anziana, con i capelli grigi e lunghi raccolti in una treccia. La vecchia mi ha guardata un po’ perplessa e poi, quasi distrattamente, mentre batteva lo scontrino, mi ha detto: - che ci fa con tutti questi libri?
- Voglio scrivere un racconto.
- E questi a cosa le servono?
- Beh, dovrò pur sapere cosa hanno scritto gli altri, no?
- Ed ha intenzione di leggerli tutti?
- Si, e quando li avrò letti verrò a comprarne altri, finchè non avrò letto tutto ciò che è stato scritto.
- Non ce la farà mai, lei è pazza.
- E allora vorrà dire che non scriverò mai un libro.
Sembrava, quasi persuasa dai miei discorsi, poi, aggrottando un po’ le sopracciglia mi ha detto:
- Fortuna che la maggior parte degli scrittori moderni scrive libri senza leggere, altrimenti noi poveri librai faremmo la fame.
Red Lilith{LN}

5 commenti:

  1. E' vero, hai una buona penna. Bel blog, bel nome!

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  2. Dicono anche a me di scrivere un libro. Ma, come te, anche io penso che prima sia necessario che io legga tutto quello che serve, che è poi più o meno tutto quello che (di buono) è stato scritto.

    Non è facile essere discreti lettori. Molto più semplice è mettersi a scrivere.

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  3. Aspiro ad essere una buona lettrice e tanto più mi vien voglia di scrivere, tanto più mi vien voglia di leggere. Oramai quella di scrivere è diventata una necessità subordinata. Ora, leggere è l'impulso, il desiderio; scrivere è la razionalizzazione, il ragionamento.

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  4. Bel titolo, bella scrittura, bella conclusione: bella persona!

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  5. Grazie petrolio, è la conclusione che mi convince maggiormente.

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