martedì 24 gennaio 2012

il  cesto è pieno, poggiato sul tavolo della cucina. Oggi è più ricco e colorato di qualunque banco di frutta. Ci sono cinque mele verdi, due mele gialle, un’arancia tarocco, due pere dalla polpa bianca. Forse è la cesta del raccolto. Stasera sono due anni che il mio doppio è morto.  Due ore d’aereo dal tuo frutteto, ma è inverno, ed è vuoto.
Sto ascoltando Moby, nessun altro lo ascolta stasera. Ho nelle orecchie l’I-Pod shuttle, quello che mi hai regalato per Natale. Per uno shuttle che mi porti in un qualunque altrove, darei l'intero mio cesto di frutta. Un collega mi chiede se è pronto l’atto per l’udienza del due febbraio. Gli dico che la vita è un casino, che la merda puzza anche se la sotterri e che c’è tempo.
Due anni, due ore, due febbraio. Due mele marce che hanno guastato l’intero cesto. Che Dio vi perdoni.
Ho perso l’arancia, dovrò ripercorrere il sentiero per ritrovarla.
L’ho attraversato altre volte, ma stasera la luna è alta ed è bianca. Stasera il sentiero è meno infido perché la luna rende tutto palese. Stasera il sentiero è più duro, perché la luna rende tutto palese.

Red Lilith{LN}

3 commenti:

  1. Toh... allora torni a scrivere una volta all'anno!
    Sorrido.
    Se vuoi ti presto qualche mandarino...

    RispondiElimina
  2. Ciao Euridice.
    Scrittura sfogo, scrittura terapia.
    Preferirei stare un altro anno senza.
    Grazie per i mandarini. Questi li mangio subito.
    Ps. Lieta di ritrovarti.

    RispondiElimina
  3. La gente che chiede gli atti non ha mai tempo per le stagioni, sono loro che hanno rapito le mezze e sono ancora lì per prendersi tutto il resto.

    RispondiElimina